venerdì 27 maggio 2016

IN THE MIDDLE ZONE

Dopo un mese di marzo dedicato a recuperare energie fisiche e mentali dall'inverno passato alla Lavagna del Col Drusciè e dai cronici acciacchi che ormai accompagnano costantemente la mia vita di arrampicatore, riesco a scalare per alcune giornate nei mesi di aprile e maggio cercando di arrampicare in una sorata di "midddle zone" tentando vie di media difficoltà, alla ricerca del divertimento e scalando in compagnia di amici senza lo stress del super lavorato....
 Comincio con il realizzare nella falesia di Misija Pec in Slovenia l'8b di"Pikova Dama" un super classico della falesia molto bello e di gran resistenza che mi permette oltretutto dopo un paio di settimane di stop, di riprendere confidenza con la scalata e recuperare un'po' di continuità persa nei meandri dell'allenamento!
 Sempre in giornata ed in compagnia di Diego Corte Pause questa volta si parte per lo zillertal in una domenica di fine aprile dove l'obbiettivo è tentare il bellissimo blocco di "schimpansenbaby" 8a+; dopo un'ora di tentativi poco produttivi sopratutto per il sottoscritto preferisco cambiare obiettivo e  optare per la vicina "Total Brutal" un 8b+ storico dello zillertal liberato dall'amico Gerhard Horager agli inizi degli anni 90' e che riesco a realizzare dopo un paio di tentativi nonostante una presa completamente bagnata ed asciugata poco prima con mezzi ... di fortuna !


Total Brutal 

Si torna a casa e all'inizio di maggio complice una settimana di ferie dal lavoro ho la possibilità di arrampicare per alcuni giorni di seguito .
Decido di tornare così nella vicina falesia di Igne da cui mancavo dall'ormai lontano 1997 anno della realizzazione di "Movimenti tellurici"8c/c+ tornato alla ribalta con alcune belle ripetizioni di giovani virgulti nell'ultimo periodo; questa volta vengo accompagnato dal "super local" e fresco di 9a Fabio De Cesero.
Grazie ai suoi consigli porto a casa, nella stessa giornata, la prima ripetizione dell'allungamento del 7a di "Ritorno di bonimba" , "Come back Bonimba"8b+ liberato da Fabio un paio di anni fa e che presenta un intensa parte finale su piccoli rovesci e piedi spalmati in perfetto stile igne ! poco dopo riesco nella  terza ripetizione, dopo quella di Fabio e di Francesco Vettorata,  di "Ruby" altro fisico ed intenso 8b+ che dopo la partenza indipendente si collega alla parte finale della già citata "movimenti tellurici".
Un paio di giorni più tardi ed in compagnia di Paolo Specchier visito per la prima volta la bellissima falesia di Padaro ad Arco di Trento. Molto frequentata nell'ultimo anno e mezzo, chiodata inizialmente da Paolo Benvenuti, ha visto un rapido sviluppo di vie di tutte le difficoltà e dove passo tre giorni di scalata veramente super!
Nonostante il caldo e l'esposizione al sole della falesia per buna parte della giornata di questo periodo dell'anno, passo indenne sui 35 metri de "L'Eremita" un solido 8b+/c e chi mi costa quattro tentativi totali.


...life in Arco...


venerdì 5 febbraio 2016

LA LAVAGNA

"La lavagna" - Foto Filippo Menardi
Per raccontare questa “piccola” storia devo cominciare dai ringraziamenti che solitamente si fanno sempre alla termine del racconto...bè un grande grazie va al mitico Michele Ossi, ci siamo ritrovati dopo un'po' di tempo per dare vita e per condividere ancora una volta un avventura che senza il suo supporto ed entusiasmo non sarebbe stata possibile! Grande Miguel!!


Penso fosse attorno al 1987 ad avevo iniziato ad arrampicare da poco piu' di due anni.
L'allenamento consisteva in devastanti sedute al trave e nei mesi estivi in lunghe giornate passate a fare quantità industriali di “traversi” da una parte all'altra del “ Sasso di Colfiere“ nei pressi del lago Ghedina.
Questa falesia fu una delle prime con una connotazione sportiva dell'arrampicata e dove ci si trovava spesso anche a discutere e raccontare leggende arrampicatorie in un periodo in cui il mondo della scalata era in pieno fermento e dove l'entusiasmo e la voglia di cambiare le regole del gioco si respirava a pieno anche da queste parti.
Ma proprio dalla parte esposta a nord del sasso di Colfiere si poteva scorgere uno scudo di roccia bellissimo, liscio e che si ergeva nella parte alta del Col Drusciè poco piu' in alto da dove ci si spellava le dita tutti i pomeriggi del doposcuola.

Ed è proprio in uno di questi pomeriggi che preso dalla curiosità mi avventuro alla ricerca del sentiero giusto per vedere da vicino quel pezzo di roccia così perfetto non senza conseguenze irrimediabili ai miei pantaloni “THIN PINK”, vero must per l'arrampicatore fine anni ottanta, nell'attraversare arbusti e vegetazione di pino mugo per arrivare alla base del masso.
Ci arrivo trafelato, scorgo il masso dall' altezza di una quindicina di metri scarsi; il panorama da lassu' era bellissimo e si poteva scorgere tutta la valle d'Ampezzo fino agli inizi di San Vito di Cadore;ma la cosa che mi impressiono' di piu' e fin da subito era il fatto che mi sembrava effettivamente troppo liscio! Con la preparazione e l'esperienza del tempo faticavo a scorgere qualche appiglio tenibile ed una linea che si potesse scalare e così un 'po' deluso mi rituffai in mezzo alle “tagliole” di pino mugo per finire a puntino il lavoro sui miei pantaloni preferiti.
Dovranno passare quasi vent'otto anni ed un pomeriggio di settembre che passeggiando nei pressi del Col Drusciè, grazie anche ad un avvicinamento decisamente più tranquillo, mi ritrovo nuovamente sotto il masso ormai soprannominato negli anni “la lavagna”.
La visione a distanza di cosi' tanto tempo e con un bagaglio di esperienza decisamente diverso mi pare tutt'altra cosa.
"La lavagna" - Foto Alessandro Fiori
Vedo la possibilità di poter salire, sopratutto nella parte centrale, la sua inclinazione e praticamente perfetta e la qualità della roccia ottima!.
Passano pochi giorni e grazie al fido compagno di vent'anni di scalata Michele Ossi , trapano in spalla , nascono velocemente tre linee.... una piu' dura dell'altra!
Le vie sono corte , intense, su piccoli appigli sopratutto tacche e verticali e dove l'uso di piedi risulta importantissimo!
Solo nel mese di un dicembre, quello scorso, climaticamente ottimo anche da queste parti parto con l'intenzione di provare seriamente la via più scalabile del masso ... quella centrale.
Fatico non poco a trovare sequenze, posizioni e piccoli appoggi per i piedi così che le prime sedute di approccio sono un'po' difficoltose ed i tentativi frustranti ma via via che il tempo passa l'arrampicata diviene piu' fluida cosi come l'idea di poter salire finalmente “la lavagna”!
In effetti provando e riprovando nel tempo pulisco e scorgo appigli ed appoggi qua' e la' lungo la linea della via che riguardandola dal basso sul suo sfondo nero sembra proprio una lavagna con alcuni piccoli segni praticati con il gessetto bianco...
Tutto fila liscio il primo febbraio di quest'anno in una giornata eccezionalmente calda e dopo un percorso segnato da gioie e dolori, dove ogni piccolo dettaglio diventa importante per la realizzazione di un nuovo proggeto che  anche questa volta è stato costellato da peripezie varie ma forse, proprio per questo, molto più bello e coinvolgente!
Per quanto riguarda la difficoltà od il "voto" in questa pseudo "interrogazione alla lavagna" penso si possa trattare di un solido 8c o forse qualcosa di più, ma mai come questa volta, vista la scalata molto spesso in totale allungo con appigli ed appoggi molto obbligati ed una conseguente difficoltà molto legata dalla taglia di chi scala, sono stato così in difficoltà a definire un grado per una itinerario.
Qualche giorno più tardi vengo a capo del secondo tiro chiodato dalla premiata ditta :"Attila". Un  8b+ con un interessante blocco d'entrata, che si puo' valutare attorno al 7c+ fb, per venti intensi movimenti senza soste fino al bordo sommitale del masso che non permettono distrazioni...!!
 La strada è aperta e le lezioni continueranno anche nel prossimo futuro, l'importante sarà non finire dietro …..alla lavagna!






Un grazie ad Alessandro Fiori ed a Filippo Menardi per le bellissime foto ed a Paolo Specchier "Specchio" per le "magiche sicure"!



i tre dell'ave maria...


domenica 25 ottobre 2015

BRUSH CLIMBING 2015 AND MORE....



Sul finire dell’estate e complice l'abbassamento delle temperature torna imponente la voglia di riassaporare il divertimento e lo sforzo intenso del bouldering…
L’occasione è quella di partecipare alla prima edizione del “Volpera Brush Climbing 2015” organizzato dal Gruppo Scoiattoli lo scorso 03 ottobre nella zona di Campo e Volpera a Cortina d’Ampezzo. 


"Banda Bassotti" 7b/c
Nato da un idea di Walter Bachmann, il raduno ha visto la partecipazione di una quarantina di valorosi boulderisti muniti di spazzole e spazzolini ( grazie anche al generoso contributo dell’amico Alberto Gnerro e dei suoi prodotti) che lungo tutta la giornata , purtroppo piuttosto uggiosa, si sono cimentati nella scoperta e nella pulizia di nuovi blocchi nel bosco storico dell’arrampicata sportiva Ampezzana ed iniziato al bouldering un paio di anni fa dal sottoscritto e dai "compagni di merende " Virgilio Plumari e Carlo Savio. 

"Brush Climbing 2015"

Giornata bella e divertente quella del “Brush climb” allietata dalla grigliata “made in Jesus” e dalla compagnia di amici e compagne. Nascono alcune nuove belle linee che si vanno ad aggiungere ai numerosi blocchi già presenti nella zona, tra cui spicca il 7b+/7c di “Banda Bassotti” frutto dal lavoro di un agguerritissimo team che ne ha ispirato il nome. 

"Survivor Stand" 8a+

Il mese poi si arricchisce di alcune belle salite che riesco a portare a casa tra un viaggio e l'altro in cerca di nuove ispirazioni;
Spiccano tra gli altri l’8b di “Shadow Project” nello zillertal (... realizzato con il masso immerso nella neve caduta il giorno precedente) l'8a di "Burning Knee" sempre nello zillertal e l' FA di Survivor Stand " 8a+ a Bosco Verde (Rocca Pietore).
Quest’ultimo blocco addocchiato già lo scorso anno e realizzato con partenza in piedi oltre ad essere molto bello ed estetico offre un “sit start” veramente estrema e che potrebbe essere il progetto boulder del 2016….chissà!

"Shadow Project" 8b




sabato 12 settembre 2015

LANDRO VALLEY

"All in the swingerclub" 

Dopo due mesi di riposo e una lunga e laboriosa riabilitazione per guarire a pieno dal taglio al polso sinistro, nel mese di luglio complice il bel tempo e le temperature molto elevate mi rifugio volentieri nella vicina Valle di Landro ed in particolare nel settore "Pangea".
Questo settore che avevo già visitato la scorsa estate con tutt'altre condizioni meteo, mi ha permesso di scalare nei fine settimana con una certa regolarità permettendomi di recuperare forza ma sopra tutto resistenza che, complice il lungo stop, era precipitata a livelli "scandalosi"!
Colgo l'occasione quindi di portare a compimento una linea intravista lo scorso anno consistente nell'unione della prima parte dell'8c di "All in" e della parte finale e piu' difficile di "Swingerclub" 8b+ ; ci impiego un paio di giornate per chiudere i conti con un probabile 8c, non durissimo, ma insidioso,  "All in the swingerclub" il suo nome, tiro veramente bello e completo che mi ridà voglia e motivazione per proseguire con la mia "riabilitazione".


Su gentile concessione di Hannes nel mese di agosto mi lancio su una nuova linea da lui chiodata e sistemata l'anno scorso e che con la sua solita "leggerezza" e visione veramente bella della scalata, permette di  provare a tutti senza alcun problema!
(The King of the valley)
La via è molto fisica con alcuni movimenti veramente spettacolari ed impegnativi che non permettono soste fino all'uscita dello strapiombo iniziale "Open Project " il suo nome. 
Nel frattempo il settore vede visite importanti nel corso dell'estate come quelle di Luigi Billoro, Andrea Polo e Silvio Reffo che si porta a casa le prima ripetizione di "All in the swingerclub".
Ma il passaggio che sbaraglia la quiete del settore è quella di un'innarrestabile e sempre piu' forte  Matteo Menardi "Menego" che in poco piu' di un mese "spazzola" letteralmente tutti i tiri della falesia compreso la prima libera del nuovo progetto proponendone il grado di 8c+;
(Ad Arco: Elisa  in compagnia di Ashima....)
Ed ecco che, dopo il week end dedicato al "duello" del Rock Master 2015 dove per il quinto anno consecutivo ero impegnato nel commento tecnico in compagnia di Gianfranco Benincasa della diretta televisiva trasmessa su RAI SPORT 2  e dopo una dura battaglia durata praticamente tutti i fine settimana del mese di agosto  chiudo i conti con il tiro archiviando qualche sfortunato intoppo  e giornate dove il massimale era rimasto a casa per chissà quale motivo!
La giornata termina con la salita flash del bellissimo "Eurofighter" 8a+.
Solo una settimana piu' tardi poi riesco velocemente nella realizzazione di "Morus" 8b+ di quasi quaranta metri di lunghezza.
Devo dire che mai come questa volta ho sofferto e stentato a riprendermi dopo il periodo di stop causato dall'infortunio e i tentativi impiegati per poter salire quest'ultima via ne sono stati una dimostrazione.
Ma tant'è la voglia è ancora quella di un ragazzino così come quella di mettersi in gioco nonostante tante battaglie (sportive) e tanti inevitabili contrattempi alle spalle!.
Bellissimo il periodo passato questa estate a " Pangea" con un sentito ringraziamento a Vittorio, Paolo, Ruggero ed  Hannes che hanno supportato e sopportato la mia avventura !.

lunedì 4 maggio 2015

THE ACCIDENT

Nel mese di aprile come già successo negli ultimi quattro anni sono stato impegnato in qualità di tracciatore della quarta edizione del Freeride Challange Punta Nera 2015 competizione di combinata tra il Freeride ed il Boulder dedicata alla memoria dell'amico scomparso  Marco da Pozzo.
La gara di boulder si è svolta nella piazza centrale di Cortina d'Ampezzo con la formula del raduno con un ultimo blocco di finale riservato ai primi otto uomini e alle prime sei donne.


Nella tracciatura sono stato coadiuvato da Massimo da Pozzo, Samuele Majoni e da Giovanni Vizzardi "Vizzo"; nell'arco dei tre  giorni di preparazione dell'evento abbiamo dovuto combattere con il freddo intenso e pungente che il meteo ci ha riservato e nel giorno di gara, con piu' di novanta iscritti tra gli adulti e quasi un centinaio tra gli junior.
Giornata quest'ultima quasi campale iniziata con i due turni di qualifica di due ore e mezza ciascuno e proseguita con la gara sempre molto bella ed entusiasmante dedicata ai piu' piccoli per poi finire alle 19:00 con le attese finali; grande spettacolo e piazza gremita oltre ogni modo per tifare ed incoraggiare gli atleti ( ....spinti anche dal sottoscritto in veste di speaker stile Guido Meda...)  con un livello quest'anno impreziosito dalla presenza di nomi importanti quali quelli di Francesco Vettorata, Fabio De Cesero, Diego Corte Pause e del meritato vincitore e dominatore della finale Alessandro Zeni tra gli uomini e  tra le donne  di Jenny Lavarda che ha dato vita ad un entusiasmante super finale con un paio di agguerritissime quindicenni altoatesine dal futuro assicurato!


Alla fine del mese poi ho dedicato tre giornate alla scalata su roccia e cercando di viaggiare un'po' per provare qualcosa di nuovo e stimolante.
Parto così per due domeniche di seguito in direzione Arco di Trento da cui mancavo da un'po' di tempo con l'intenzione di provare qualcosa dalle parti di Nago; con l'occasione ho l'opportunità di arrampicare dopo moltissimo tempo in compagnia dell'amico di mille gare e mille avventure Luca Giupponi e della sua splendida famiglia. Mi ha fatto veramente piacere  passare due giorni come ai vecchi tempi ricordando momenti ed esperienze che hanno segnato in modo indelebile la mia carriera ed una parte importante dell'arrampicata nazionale.
Tornando alla scalata di oggi riesco a realizzare abbastanza velocemente l'8c di "Warbeast" situato sul grande blocco centrale di Nago e tornato molto in voga negli ultimi tempi a molti anni di distanza dalla visionaria chiodatura di "Mangusta" da parte di Rolando Larcher agli inizi degli anni 90';.....abbastanza velocemente perchè dopo essere caduto molto in alto sulla via al secondo tentativo non riesco piu' a ripartire sul "fastidioso" blocco iniziale e devo ritornare la domenica successiva per chiudere i conti al primo giro di giornata....

Per finire dedico la terza giornata di scalata al boulder in Zillertal in compagnia di Diego Corte e Paolo "Specchio".


Giornata di sole ed aderenza stupendi e si decide di visitare per la prima volta la zona del Klauser Alm. In poco piu' di mezz'ora vengo a capo del bellissimo e spettacolare blocco di "The Anthem" 8a+ ma, poco piu' tardi, scendendo dal sentiero adiacente il blocco cado a terra come un pollo con i crash in spalla  tagliandomi in modo profondo l'avambraccio sinistro su di una perfida lama di porfido!
Corsa al pronto soccorso della vicina Innsbruck ed attesa infinita per il controllo dei tendini, intatti per fortuna, e sutura della parte interessata. Conclusione.....now another a long stop!!!


Di seguito un breve video dello Zillertal con la realizzazione di "The Antem" poco prima del "fattaccio".......



martedì 24 marzo 2015

THE CORE...!


"The Core"

Le sensazioni erano buone già nello scorso mese di Dicembre ma, come avevo descritto nel mio ultimo post, la precarietà di una situazione fisica segnata da molti infortuni non mi aveva permesso di esprimermi con tutta la voglia e tutta l' energia possibile.
Ho dovuto aspettare il mese di marzo per riprendere con pazienza una condizione accettabile e la voglia per tornare in quel di Medveja per riprovare il mio progetto lasciato a metà alla fine del 2014.
Torno a Medveja  a metà del mese di marzo per due giorni di scalata questa volta in compagnia del "Doctor Gnerro" sempre presente al pezzo e che si aggiudicherà tra l'altro in pochi tentativi la terza ripetizione di "Outdoor fingerspiele" 8c.
L'intenzione è quella di testare le forze per poter riprovare convinto una linea veramente spettacolare ed unica che da molto tempo avevo in testa di realizzare.

la linea di The Core
Nel  mese di gennaio intanto la via chiodata da Enrico Polo e liberata nel marzo del 2011 dallo sloveno Klemen Becan che proponeva il primo 9a della Croazia, vede altre due belle ripetizioni: quella veloce di  di Silvio Reffo e quella del local Gabriele Gorobey "Sbisi" che portano a quattro le salite di "The Core" assieme alla prima ripetizione di Andrea Polo dell'ottobre del 2013 che ne aveva proposto il grado di 8c+. 
in action...

Per fortuna rispetto al mese di Dicembre mi rendo subito conto che riesco ad affrontare ogni sezione della via con ben altre sensazioni e compattezza; il problema piuttosto è che non toccando roccia da quasi tre mesi dopo due bei tentativi, dove cado come un pollastro sugli ultimi movimenti della placca finale ed.... infernale, il dolore alla pelle è talmente intenso che devo aspettare una settimana intera per poter riprovare senza problemi la via. 
Ed è così che incastrando a fatica impegni familiari, lavorativi ed alloggiativi riparto convinto la domenica sera assieme ad Andrea Polo sempre impegnato nella risoluzione del suo nuovo bellissimo progetto.
Il tentativo è programmato nella mattinata di lunedì 23 marzo per sfruttare ombra ed aderenza...... tutto fila  liscio già al primo colpo ( se non considero una sbandierata thrilling per un piede perso ad un paio di metri dalla catena...) con un'altro bellissimo momento di scalata e soddisfazione. 
Si riparte così verso casa chiudendo la giornata con la realizzazione al secondo tentativo del fisico 8a+ dell'"Istriano" e con la sensazione di aver vissuto una giornata di scalata come ai vecchi tempi!!
...Back in the Game...?!

mercoledì 14 gennaio 2015

UPDATES...

Anno nuovo vita nuova....non proprio così per quanto mi riguarda visto che il 2015 è cominciato esattamente come era finito il 2014.
Un anno, quello appena trascorso, veramente impegnativo e molto duro da affrontare dal punto di vista degli infortuni; una miriade di piccoli grandi intoppi di carattere fisico che non mi hanno permesso di trovare condizione e sopratutto continuità praticamente per tutto il 2014.
Nonostante tutto si stringono i denti e si cerca di convivere e rimediare ai continui alti e bassi che il fisico propone e nell'ultimo mese di dicembre visto la possibilità di sfruttare le ultime ferie dal lavoro decido di partire per scalare un'po' dalle parti della Croazia.

Croazia
Il gruppo è composto dal sottoscritto, Giulio Bertola, Vittorio "Sofea" e dal super local Andrea Polo con il divertimento, la gogliardia e le degustazioni di prodotti tipici locali assicurati !!.
L'inizio non è molto incoraggiante causa il maltempo e la pioggia  ma superati i primi giorni l'aderenza ed il sole tornano a farci compagnia.
Il morale e la motivazione crescono così che nonostante qualche appiglio bagnato mi lancio convinto sul super tiro di Medveja: l' 8c+ di "The Core", linea veramente spettacolare movimenti unici per fisicità e tecnica e sensazioni buone  che crescono con il passare delle giornate.



Nel frattempo Andera (polo) si concentra sul mega project della falesia e Giulio, in un paio di giornate, ripete il bellissimo "Strnoflec" a parer suo piu' 8b+ che 8c...bravo!

In Action..

Vittorio si spela le mani su tutti i 7b+ della parete e la settimana scorre via .. troppo velocemente!
Tento, negli ultimi due giorni di arrampicata, di chiudere i conti con "The Core" ma un sopraggiunto forte mal di schiena mi limita molto nella scalata e nella grinta!


Si torna a casa ma agli inizi di questo nuovo anno devo cedere al dolore e rassegnarmi al primo lungo stop dell' anno!
Nonostante tutto la voglia di combattere cè sempre ma il morale è  a terra così che.... la frustrazione prende il sopravvento.....speriamo in buone news nel prossimo periodo per tornare a parlare di realizzazioni piuttosto che di frustrazioni!
ce la faremo...??